Luca Boneschi

Negli anni ’60 Luca Boneschi ha lavorato prima col padre, Aldo Boneschi, e con lo zio, Mario Boneschi, entrambi avvocati; poi ha aperto uno studio col padre. Negli anni ’70 ha riunito intorno a sé un gruppo di colleghi e amici coi quali ha lavorato fino alla fine degli anni ‘80: Luigi Mariani, Giovanni Battistini, Giorgio Giacomini, Giulia Zambolo.

Ha continuato l’attività negli anni ‘90 valendosi di collaboratori come Giuliano Oltolina, Enrico Banchero, Anna Grazia Sommaruga, Rossana Cassarà.

Lo studio è oggi composto dagli avvocati Luca Boneschi e Andrea Ottolini.

Fin dal 1965 si occupa di diritto del lavoro come consulente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti, e da allora ha sempre lavorato nel campo dei giornalisti, dell’editoria e in altri settori, in difesa dei lavoratori.

 

All’inizio della professione si è trovato a essere coinvolto, come avvocato, in diverse vicende penali: erano i prodromi del 1968. Allora ha costituito insieme ad altri giovani avvocati il Comitato di difesa e di lotta contro la repressione, difendendo tantissimi giovani messi sotto processo per la partecipazione a manifestazioni di piazza: erano gli anni del Movimento Studentesco. Nel 1969 ha assunto la difesa di uno degli anarchici incarcerati (e poi assolti) per le bombe alla Stazione Centrale e alla Fiera Campionaria di Milano, scoppiate il 25 aprile.

 

La strage di piazza Fontana, la morte di Giuseppe Pinelli, l’incarcerazione di Pietro Valpreda lo hanno coinvolto professionalmente e prima ancora personalmente, insieme a colleghi ed amici: di formazione liberale, iscritto al Partito Radicale fin dal 1956, ha fatto della difesa dei diritti della persona la sua bandiera. Per questo dal 1968 e per molti anni ha dedicato, accanto al diritto del lavoro, una notevole parte della professione alla difesa in sede penale.

 

Nel 1972 ha difeso Pietro Valpreda e i suoi parenti nel primo processo avanti la Corte d’Assise di Roma, poi nel 1974 e nuovamente dal 1977 alla Corte d’assise di Catanzaro, nella incredibile serie di processi per la strage di Piazza Fontana, fino al 1979.

 

Impossibile menzionare tutti i processi per il Movimento Studentesco dal 1968 alla fine degli anni ’70. Ma due vanno ricordati: difese alcuni dei giovani imputati nel processo per l’omicidio di Roberto Franceschi davanti all’Università Bocconi a Milano, e rappresentò come parte civile i famigliari di Giorgiana Masi, uccisa a Roma su Ponte Garibaldi: entrambi ragazzi colpiti alle spalle mentre fuggivano dalle cariche poliziesche.

 

Tra le molte difese in un settore diverso, quello della diffamazione a mezzo stampa, è doveroso ricordare le vicende giudiziarie in difesa di Camilla Cederna per la campagna sull’allora Presidente della Repubblica Giovanni Leone condotta dall’Espresso e col libro Giovanni Leone, La carriera di un Presidente, Feltrinelli Editore.

 

Dalla fine degli anni ‘80 ha via via abbandonato l’attività penalistica e si è concentrato solo sul diritto del lavoro e sul diritto dell’informazione.

 

All’inizio degli anni 2000 è uno dei primi associati di Agi Avvocati Giuslavoristi Italiani www.giuslavoristi.it associazione per la quale ha diretto dal 2004 la Scuola di Alta Formazione in diritto del lavoro, sindacale e della previdenza sociale.

 

Dal 1978 è stato presidente della Fondazione Centro di Iniziativa Giuridica Piero Calamandrei www.fondazionecalamandrei.it della quale è ancora oggi consigliere. La Fondazione è dedicata ai diritti della persona e al diritto dell’informazione, disciplina che ha contribuito a far nascere organizzando convegni e studi sui diritti della persona, sui mezzi di comunicazione di massa e sul diritto all’identità personale.

 

Nel 1985 è stato tra i fondatori della rivista bimestrale Il diritto dellinformazione e dellinformatica, della quale è direttore responsabile.